"...E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e al tempo stesso di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia in un libro è come se questi fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenze, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. E' una triste constatazione; ma è così ed è forse proprio questa idea - l'idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si può lasciare un seme nel terreno della memoria - a legarmi alla mia professione..."    (Tratto da: "Un indovino mi disse" di T. Terzani).

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[06-11-2016] » lista news

Papa Francesco vede don Marco in tv e lo convoca insieme ai suoi parrocchiani ovvero i detenuti del carcere Due Palazzi di Padova

“Grazie perché stasera mi avete rallegrato la domenica con i vostri volti”. Sono le parole che Papa Francesco ha rivolto questa sera a don Marco Pozza e ai suoi poveri-cristi del Carcere di massima sicurezza “Due Palazzi” di Padova accogliendoli a Casa Santa Marta per un incontro assolutamente fuori programma.

Il sacerdote, originario di Calvene, ha accompagnato i suoi speciali Parrocchiani a San Pietro per il loro Giubileo della misericordia.
Alle 17:51 - racconta con emozione Sandro Pozza, nostro collaboratore e autore della rubrica Misericordiando -
mio fratello don Marco mi ha scritto in un sms che il Papa lo avrebbe ricevuto dopo pochi minuti; e così è stato. Nel frattempo mi ha chiamato tutto agitato ed emozionato anche il mio amico Marco Rigoni, autista degli “Autoservizi Passuello” di Zugliano, che aveva accompagnato ieri all’alba la delegazione dei carcerati per il loro Giubileo di stamattina’.

Ma come è nato il tutto ha dell’incredibile. “Ti ho visto stamattina in TV nella trasmissione “A sua immagine” prima di uscire dal balcone per l’Angelus – ha confidato papa Francesco a don Pozza - . Sei bravo a parlare del mondo del carcere. Continua così!”
E’ Inutile raccontare qui l’incredulità dei 27 carcerati, dei volontari, delle suore e dei diaconi del “Due Palazzi” per aver incontrato nientemeno che il successore di Pietro nella sua casa.

 La più inaspettata delle sorprese per concludere un Giubileo di Grazia – ci ha confidato don Marco -. Il problema questa sera è mettere a letto i miei poveri-cristi!’.

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