"...E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e al tempo stesso di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia in un libro è come se questi fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenze, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. E' una triste constatazione; ma è così ed è forse proprio questa idea - l'idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si può lasciare un seme nel terreno della memoria - a legarmi alla mia professione..."    (Tratto da: "Un indovino mi disse" di T. Terzani).

attualmente in edicola
[24-05-2016] » lista news

Mattarella ad Asiago rende omaggio ai caduti della Grande Guerra, fa memoria dei fatti di cento anni fa e cita Mario Rigoni Stern "Conosco Asiago grazie ai suoi libri".. 
“Sono qui – ha detto il presidente nel suo discorso alle autorità e alla cittadinanza pronunciato dal grande palco in Piazza Carli – per raccogliere il sogno di pace delle nuove generazioni e il grido silenzioso che si leva dai cimiteri sparsi qui intorno come in tutta Europa affinché la lotta fratricida non abbia più a ripetersi. E’ questo  il miglior modo per rendere onore a chi è caduto per la sua patria e per rispettare tanto sangue versato”.


Mentre la piazza di Asiago piano piano si svuota e le circa 3 mila persone che l’hanno via via riempita  e si sono sofermate per oltre 2 ore fanno ritorno alle loro case, in cielo si sente il rumore dell’elicottero che sale alla zona monumentale dell’Ortigara con a bordo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ già passato mezzogiorno e mezzo ed è in corso la parte conclusiva e forse la più significativa, dopo la deposizione di una corona all’Ossario del Leiten, della visita del presidente della Repubblica in Altopiano. 

Quel voler mettere piede sul suolo che 100 anni fa venne inondato del sangue di oltre 20 mila italiani, calvario e oggi luogo scaro degli Alpini, è il miglior gesto che il Capo dello Stato potesse compiere in una mattinata tutta dedicata, nel Centenario della Primo conflitto mondiale, all’omaggio di chi nella Grande Guerra perse la vita per la Patria sulle montagne dell’Altopiano, ma anche ad una popolazione, quella altopianese che a causa di quella guerra perse tutto nella distruzione dei propri paesi.

Sono qui – ha detto il presidente nel suo discorso alle autorità e alla cittadinanza pronunciato dal grande palco in Piazza Carli – per raccogliere il sogno di pace delle nuove generazioni e il grido silenzioso che si leva dai cimiteri sparsi qui intorno come in tutta Europa affinché la lotta fratricida non abbia più a ripetersi. E’ questo  il miglior modo per rendere onore a chi è caduto per la sua patria e per rispettare tanto sangue versato”.

Fa memoria il presidente, ripercorre le tragiche vicende storiche che si commemorano in questi giorni e cita anche Mario Rigoni Stern ed Ermanno Olmi .
Pur non avendo per ragioni di età combattuto nel primo conflitto mondiale ma nel secondo il nome di Mario Rigoni Stern è entrato a far parte di diritto della storia del grande conflitto sull’Altopiano. Si deve principalmente ai suoi romanzi ma anche alla sua paziente ed appassionata opera di recuperante della memoria di cui è stato magistrale interprete anche Ermanno Olmi se le drammatiche vicende che sconvolsero questi monti sono arrivati fino a noi in maniera così nitida. Rigoni Stern con la sua vita, con la sua prosa coinvolgente con la sua umanità ha anche rappresentato un anello di congiunzione tra due conflitti mondiali del secolo scorso”.

Mattarella sottolinea poi l’inutilità della Guerra.
Malgrado tanti lutti e tanto dolore la grande lezione che la guerra impartiva a governanti e popoli non venne compresa, tragicamente. Possiamo dirlo oggi volgendo lo sguardo al secolo scorso, è stata la pace, non la guerra ad assicurare stabilità e progresso. Il dialogo non lo scontro a permettere le grandi conquiste civili economiche e sociali in questi settant’anni. Sono state le intese, le alleanze non aggressive, le unioni a livello sovranazionale e non le chiusure e le barriere a garantire al nostro paese e agli altri, la democrazia, il benessere, lo sviluppo”.

Arrivato qualche minuto in anticipo rispetto al programma, il presidente, prima di giungere in Piazza, si è recato all’Ossario dove è stato salutato dai labari della sezione alpini monte Ortigara e dai bambini delle scuole elementari con i quali si è poi intrattenuto qualche minuto salutandoli e stringendo loro la mano.
Quindi è stato accolto nella sala consiliare dove è stato convocato un consiglio comunale straordinario, alla presenza di tutti i sindaci dell’Altopiano e dove ha ricevuto il saluto da parte del presidente del consiglio comunale Michela Rodeghiero, del sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern e del presidente della Comunità Montana Emanuele Munari. Al termine di questo incontro con le amministrazioni altopianesi, Sergio Mattarella, pur se non previsto, ha rivolto un saluto ai presenti.

Questo è un altopiano caro agli italiani – ha detto tra l’altro - non solo per la sua storia ma anche per la sua bellezza. Confido che è la prima volta che vengo ad Asiago e in Altopiano ma tutti quelli che hanno letto almeno alcuni libri di Rigoni Stern, e io sono tra questi, hanno acquisito una certa familiarità con l’Altopiano e quindi conoscono anche quello che in quei libri è stato tramandato di senso di senso della dignità democratica che in questi luoghi vi è stato per tanti secoli”.

In piazza, dopo la rievocazione dei fatti di cento anni fa a cura dello storico Paolo Pozzato, prima del presidente hanno preso la parola il sindaco di Asiago e il ministro della difesa Roberta Pinotti. L’attesa dell’arrivo di Mattarella in Piazza è stata animata dai canti dei bambini delle scuole elementari e del Coro Asiago. 
Stefania Longhini

Home page
Archivio
Immagini
Links
Contattaci

La parola ai lettori
Gli angoli nascosti dell'Altopiano
I colori dell'Altopiano
L'editoriale
L’Altopiano e “L’Altopiano”. Un territorio, il suo giornale.
La redazione
My Altopiano
Rubriche
C'era una volta in Altopiano...
Altopiano Evergreen
Credits


PARTNER UFFICIALI

 
 
 

 

cookies policy