"...E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e al tempo stesso di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia in un libro è come se questi fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenze, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. E' una triste constatazione; ma è così ed è forse proprio questa idea - l'idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si può lasciare un seme nel terreno della memoria - a legarmi alla mia professione..."    (Tratto da: "Un indovino mi disse" di T. Terzani).

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[30-12-2015] » lista news

Dopo gli incendi, ordinanze antibotti in tutto l'Altopiano

Continuano nella zona tra Cima Larici e Portule le operazioni di spegnimento dell’incendio ieri circoscritto e tenuto sotto controllo.  Oltre che sul Portule i pompieri hanno avuto un gran da fare in questi giorni anche per altri roghi, senz’altro meno importanti, ma pur sempre pericolosi, in diverse zone: Monte Rasta a Camporovere, Turcio, ad Asiago in contrada Val Longhini e al Kaberlaba, i in Val di Nos a Gallio. L’Amministrazione Comunale di Asiago ha stamattina diffuso un comunicato di ringraziamento alle Forze dell’ordine che in questi giorni hanno operato in Altopiano in particolare gli agenti del Corpo Forestale ed i Vigili del Fuoco, nonché i volontari della Protezione Civile:

 
 “Asiago – scrive il sindaco Roberto Rigoni Stern - ringrazia il presidente delle Regione Veneto, Luca Zaia ed i consiglieri regionali RobertoCiambetti e Nicola Finco per il diretto interessamento nel coinvolgimento dei mezzi aerei spegni fuoco. In questo momen
to, l’Amministrazione Comunale di Asiago è a fianco delle Forze dell’Ordine nell’individuazione dei responsabili di questi ignobili gesti invocando la collaborazione dei cittadini affinché possano fornire informazioni utili all’esito delle indagini. Tale incendio è stato di tali dimensioni che avrebbe potuto propagarsi nel bosco originario di proprietà del Comune di Asiago, quello, per intendersi, rimasto integro durante i bombardamenti della Prima Guerra Mondiale, con danni
 irreversibili al nostro patrimonio”. 

Dopo l’incendio sul Portule, Asiago ha immediatamente emanato un’ordinanza che
prevede gravi sanzioni pecuniarie a chiunque accenda fuochi in zone boschive e pascoli, ciò al fine di evitare situazioni di grave pericolo per l’incolumità pubblica e l’integrità dei delicati equilibri ambientali di tutto il territorio. Chiunque violerà l’ordinanza verrà immediatamente sanzionato e denunciato alla Procura della Repubblica di Vicenza per il reato d’ incendio.
“L’ordinanza – sottolinea Roberto Rigoni Stern – che vieta i fuochi di qualsiasi genere, anche quelli d’artificio, verrà divulgata anche attraverso manifesti”. 

L’attenzione e l’allerta si spostano infatti sulla notte di San Silvestro con il timore che l’accensione e lo sparo di botti di qualsiasi genere possa provocare nuovi incendi.
Un’ordinanza di divieto di utilizzo di petardi, botti, fuochi pirotecnici e accensione fuochi su tutto il territorio comunale – informa il presidente dell’Unione Montana Antonella Corradin - è stata firmata, dopo lo stato d’allerta dichiarato dalla Protezione Civile e dalla Regione, da tutti i Comuni dell’Altopiano”.

Se il provvedimento va senz’altro apprezzato, c’è chi, attraverso i social network, ne critica la tardività e ne contesta il contenuto perché non si fa nessun riferimento, se non un piccolo accenno solo in quella di Gallio, al rispetto dovuto agli animali.
Fuochi d’artificio, petardi, razzi e mortaretti – scrive ad esempio Giuliano Dall’Olio da sempre attivo nell’Enpa - causano negli animali stati di paura e di terrore, di shock a volte irreversibile, con fughe per disperazione, con conseguenze a volte letali a causa di incidenti e investimenti, o anche solo con lo smarrimento dell’animale. Quando va bene, i cani recuperati devono poi essere portati nei canili ed è necessario attivare un iter per la restituzione ai proprietari”.
Va ricordato anche che – aggiunge poi Dall’Olio -
tra i problemi causati dagli scoppi di botti e altre cretinate simili ci sono ferimenti più o meno gravi di persone (ogni anno ci scappa pure qualche morto), sia durante le “intelligenti” performance di chi li accende, sia a causa di petardi o razzi inesplosi che possono essere raccolti successivamente”.

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