"...E' un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e al tempo stesso di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia in un libro è come se questi fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenze, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. E' una triste constatazione; ma è così ed è forse proprio questa idea - l'idea che con ogni piccola descrizione di una cosa vista si può lasciare un seme nel terreno della memoria - a legarmi alla mia professione..."    (Tratto da: "Un indovino mi disse" di T. Terzani).

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[10-11-2015] » lista news

 Asiago invasa dai trattori nella Giornata del ringraziamento organizzata dalla Coldiretti

Oltre 1000 persone, 580 delle quali hanno preso parte al pranzo associativo, 300 macchine agricole e più di 150 cesti con prodotti del territorio berico e padovano che, al termine dell’evento, verranno donati a famiglie bisognose della zona. Sono questi i numeri dell’edizione 2015 della Giornata del Ringraziamento svoltasi oggi, domenica 8 novembre 2015 sull’Altopiano di Asiago alla presenza dei sindaci del territorio e di numerosi parlamentari e rappresentanti delle Categorie economiche e produttive.

Nel corso della santa messa concelebrata dall’arciprete di Asiago mons. Roberto Bonomo e dal consigliere ecclesiastico Coldiretti don Elia Lunardi è stato posto l’accento sui temi trattati dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace nel documento elaborato per la 65aGiornata del Ringraziamento, intitolato: Il suolo, bene comune”. Tuttavia, è stato forte il richiamo ai caduti della Grande Guerra a cento anni di distanza dal terribile conflitto bellico. È stata questa commemorazione, infatti, la ragione per cui padovano e vicentini hanno deciso di celebrare uniti questa Giornata del Ringraziamento, speciale per l’Agricoltura, ma al contempo per ciascun cittadino.

Il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, introduce la celebrazione del Ringraziamento con un passo dell’Enciclica pontificia Ludato Sì: “Che tipo di mondo desideriamo trasmet­tere a coloro che verranno dopo di noi, ai bam­bini che stanno crescendo? Questa domanda non riguarda solo l’ambiente in modo isolato, perché non si può porre la questione in maniera parzia­le. Quando ci interroghiamo circa il mondo che vogliamo lasciare ci riferiamo soprattutto al suo orientamento generale, al suo senso, ai suoi valori. Se non pulsa in esse questa domanda di fondo, non credo che le nostre preoccupazioni ecolo­giche possano ottenere effetti importanti. C’è in gioco è la dignità di noi stessi. Siamo noi i primi interes­sati a trasmettere un pianeta abitabile per l’umanità che verrà dopo di noi. È un dramma per noi stessi, perché ciò chiama in causa il significato del nostro passaggio su questa terra”.

Parole che devono far riflettere, specie dopo la recente esperienza, conclusasi da pochi giorni, all’Expo di Milano, e sulle quali è tornato convintamente anche il consigliere ecclesiastico don Elia Lunardi: “siamo in attesa che la politica globale non sia più schiava del potere economico ma che sappia disciplinarlo con giustizia distributiva e remunerativa”. Il Santo Padre fa riflettere a 360° e le sue parole rappresentano chiaramente la situazione che ciascun agricoltore ed allevatore sta vivendo oggi. Coldiretti è protagonista in questi giorni di un presidio a Lodi, al centro di distribuzione dei prodotti della multinazionale del latte francese Lactalis, per contrastare la vendita di latte di cui non si conosce la provenienza, così come avviene per molti altri prodotti, danneggiando aziende, lavoratori e l’economia del Paese.

Quelle del Pontefice sembrano parole scritte su misura per noi di Coldiretti. Concetti che esprimono fino in fondo la nostra passione ed amore per la terra – aggiunge il presidente Cerantola – la dedizione che ci porta a realizzare frutti di qualità per tutti i cittadini ed il nostro orientamento per il domani, per quello che sarà per i nostri figli. Ma così non si può andare avanti, non c’è futuro senza trasparenza e regole certe”. Le sfide che Coldiretti si appresta ad affrontare, dentro e fuori l’Organizzazione, sono incalzanti ed improcrastinabili, come sottolinea il direttore Roberto Palù:
dobbiamo essere pronti a rimetterci in discussione, ripensare il nostro modo di lavorare e di pensare il rapporto con le persone, un rapporto che si costruisce nella quotidianità, spesso non stando dietro alla scrivania, ma sul campo, sporcandosi le mani. Come diceva don Lorenzo Milani: a che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca. Ripetiamoci tutti queste parole, non solo chi ha responsabilità istituzionali, per crescere e garantire il nostro tessuto di aziende e di valori”

Ed il presidente Cerantola conclude: “non dimentichiamo il passaggio dell’Enciclica pontificia sulla dignità, un diritto che a nessuno dovrebbe essere negato, in primis a chi lavora e produce cibo. La dignità del lavoro, dunque, ma anche delle produzioni. Esorto tutti, istituzioni in particolare, a spendersi affinché la dignità sia garantita e le nostre aziende non sopravvivano, ma possano continuare a dare vita e lavoro”.

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